“Blocco 10” e la ricostruzione digitale di Auschwitz

15 luglio 2026

“Blocco 10” è il primo film a utilizzare “Picture from Auschwitz”, una ricostruzione digitale certificata di Auschwitz I creata per produzioni cinematografiche storicamente accurate.
“Blocco 10” e la ricostruzione digitale di Auschwitz

“Blocco 10”: il primo film a utilizzare una ricostruzione digitale di Auschwitz

Il film “Blocco 10” è la prima produzione ad aver utilizzato i materiali del progetto “Picture from Auschwitz”, una location cinematografica virtuale certificata che ricrea digitalmente il sito dell’ex campo di concentramento e sterminio nazista tedesco di Auschwitz. La prima mondiale del film si è svolta il 3 luglio 2026 durante il Festival del Cinema di Monaco.

La prima mondiale di “Blocco 10”

“Blocco 10” è stato diretto da Marcus O. Rosenmüller su sceneggiatura della dott.ssa Alice Brauner. Secondo quanto comunicato dal Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau, si tratta del primo lungometraggio a incorporare le risorse digitali create nell’ambito del progetto “Picture from Auschwitz”.

La produzione racconta la storia delle donne detenute nel Blocco 10 di Auschwitz I. In questo edificio, i medici tedeschi delle SS sottoponevano le prigioniere a esperimenti medici criminali, tra cui procedure di sterilizzazione.

Tra le figure centrali della storia vi sono il medico tedesco delle SS Carl Clauberg e il prigioniero e medico ebreo Maximilian Samuel. Clauberg condusse esperimenti di sterilizzazione sulle donne imprigionate, mentre Samuel fu costretto a collaborare con il personale medico delle SS sotto la minaccia che sua figlia sarebbe stata uccisa.

La sceneggiatura si basa su documenti storici e testimonianze. Il film non si concentra soltanto sulle azioni dei medici tedeschi, ma soprattutto sulla sofferenza delle donne, sulla disumanizzazione delle vittime e sui loro tentativi di conservare la dignità in condizioni di terrore estremo.

Che cos’è “Picture from Auschwitz”?

“Picture from Auschwitz” è un progetto che crea una rappresentazione digitale certificata dello spazio storico di Auschwitz. La prima fase comprende l’ex campo di Auschwitz I, ricostruito in scala 1:1 attraverso avanzate tecnologie di documentazione spaziale, tra cui scansioni laser e fotografie ad alta risoluzione.

Il modello digitale consente ai cineasti di creare scene realistiche senza girare un film di finzione all’interno del Memoriale. Le limitazioni imposte alle produzioni cinematografiche hanno lo scopo di proteggere il sito autentico, gli edifici storici e i resti conservati del campo, oltre a preservare la dignità e il carattere del luogo della memoria.

La location virtuale può essere utilizzata in fase di post-produzione, per scene realizzate con pareti LED o tecnologia green screen e come riferimento dettagliato per la costruzione di set fisici.

Accuratezza storica, non una semplice scenografia

La ricostruzione digitale non è un modello pubblico che possa essere utilizzato liberamente da qualsiasi produzione. Per ottenere una licenza, i cineasti devono sottoporre il progetto e la sceneggiatura alla valutazione del Museo di Auschwitz. Devono inoltre collaborare con gli storici del Museo e tenere conto delle loro osservazioni.

Queste regole hanno lo scopo di ridurre il rischio di rappresentazioni inesatte o eccessivamente semplificate della storia. Auschwitz non può essere trattato soltanto come uno sfondo visivamente suggestivo per una storia di finzione. Il progetto sostiene produzioni basate su documenti, testimonianze e conoscenze storiche affidabili, realizzate nel rispetto delle vittime e della loro memoria.

Durante la produzione di “Blocco 10”, i cineasti hanno avuto accesso non soltanto al modello digitale, ma anche a documenti storici e alle consulenze degli specialisti del Museo. Hanno inoltre potuto preparare una documentazione dettagliata degli interni dell’edificio autentico del Blocco 10.

Per il film è stata realizzata una replica degli interni, successivamente combinata con l’ambiente esterno ricostruito digitalmente.

Una ricostruzione digitale adattata a un preciso periodo storico

La preparazione della location virtuale ha richiesto molto più della semplice riproduzione dell’aspetto attuale del Memoriale. Ogni elemento doveva essere adattato al periodo storico specifico in cui è ambientata la vicenda del film.

Gli specialisti hanno consultato gli storici anche sui dettagli più piccoli, come le dimensioni degli alberi, la direzione delle ombre e la presenza di determinati elementi del paesaggio. Gli oggetti che non esistevano ancora nel periodo rappresentato sono stati rimossi dall’ambiente digitale.

Grazie a questo lavoro, i cineasti hanno potuto ricreare lo spazio storico con una precisione maggiore rispetto a quella ottenibile con scenografie costruite unicamente sulla base di fotografie contemporanee o materiali d’archivio generici.

La tecnologia al servizio della memoria

“Picture from Auschwitz” ha un significato che va oltre la produzione di un singolo film. Il progetto crea una documentazione sicura e dettagliata del sito, che potrà essere utilizzata anche dalle future generazioni di tecnologie.

La ricostruzione digitale può aiutare i cineasti a raccontare la storia in modo responsabile, proteggendo allo stesso tempo l’autentico Memoriale dall’impatto provocato dalla presenza di grandi troupe cinematografiche.

I ricavi derivanti dalle licenze per l’utilizzo delle risorse del progetto sono destinati a sostenere le attività del Memoriale di Auschwitz e della Fondazione Auschwitz-Birkenau.

La prima fase del progetto comprende Auschwitz I. Nelle fasi successive è prevista anche la realizzazione di una ricostruzione digitale di Auschwitz II-Birkenau.

Le reazioni dopo la prima

Eva Umlauf, sopravvissuta ad Auschwitz, era tra le persone presenti alla prima di Monaco. Dopo la proiezione ha sottolineato il realismo del film e l’importanza di diffondere a un pubblico ampio la conoscenza dei crimini commessi ad Auschwitz.

Il regista Marcus O. Rosenmüller ha descritto la realizzazione del film come una delle più grandi sfide della propria carriera. Gli autori hanno sottolineato che il loro obiettivo era rappresentare eventi disumani con rispetto per le vittime, senza trasformare la loro sofferenza in un semplice spettacolo cinematografico.

L’uscita di “Blocco 10” nelle sale cinematografiche tedesche è prevista per novembre 2026.

Auschwitz nel cinema e nell’educazione storica

I film storici possono incoraggiare gli spettatori ad approfondire le esperienze delle vittime dei campi nazisti tedeschi. Tuttavia, non possono sostituire i documenti storici, le testimonianze dei sopravvissuti né una visita all’autentico Memoriale.

I lettori interessati alla rappresentazione dell’Olocausto nel cinema possono inoltre consultare il nostro articolo dedicato ai film sull’Olocausto che vale la pena vedere.

Chi soggiorna a Cracovia può anche programmare una visita guidata ad Auschwitz-Birkenau. La visita con una guida o un educatore permette di conoscere il contesto storico attraverso gli edifici conservati, i documenti, le mostre e le testimonianze degli ex prigionieri.

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